lunedì 12 Gennaio 2026

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WILLCOCK FA IL PUNTO SULLE ATTIVITA’ DI AVIVA IN ITALIA: «NUOVE COMPETENZE PER CONTINUARE A CRESCERE»

Il ceo, entusiasta dei risultati raggiunti nel 2016, guarda con fiducia al futuro e “sprona” gli agenti: «Il motor? Deve rappresentare il punto di accesso per arrivare ad altre linee di business». E sui nuovi ingressi (Giusti e Destro), il processo di semplificazione in Italia e l’effetto Brexit dice…

 

Phil WillcockL’andamento di Aviva in Italia? «Per noi è un momento magico e l’attività è vincente». Le parole di Phil Willcock, ceo della compagnia nel nostro paese, sono chiare e sottolineano ancora una volta il ruolo importante che ha l’Italia per la compagnia britannica a livello internazionale.

Del resto parlano i numeri e quelli del 2016 hanno evidenziato «eccellenti performance» e indicatori chiave «mai registrati in passato», come sottolineato dallo stesso Willcock. In particolare: utile operativo a +9,9%, 90 milioni di dividendi, indice di solvibilità a 156%. Capitolo vita: il valore del news business è pari a 151,4 milioni di euro (+39,4% rispetto a fine 2015), con un incremento del 63,9% nelle gestioni separate e del 23,6% nelle unit linked e il valore attuale dei premi di nuova produzione è a 4,4 miliardi di euro (+49,6%). Capitolo danni: a fine 2016 i premi netti sono stati pari a 482,4 milioni di euro, con un aumento del 5,9% (+14,8% nel non motor e -0,8% nel motor) e un combined ratio operating a 92,7% (94,3% a fine 2015). Aviva Italia ha anche migliorato il mix di portafoglio: nel 2016 il peso del motor è passato dal 57% al 53%. «Il motor? Per i nostri agenti deve rappresentare il punto di accesso per arrivare ad altre linee di business», ha detto Willcock all’ultima convention della compagnia di qualche settimana fa (nella foto). Oggi ogni cliente Aviva Italia acquista in media 2,2 prodotti della compagnia. È chiaro che l’intento è quello di aumentare questa media.

La recente nuova organizzazione che si è data Aviva Italia al proprio interno mira proprio al raggiungimento di questo obiettivo. «Gli ingressi di Vittorio Giusti (nuovo general insurance director, ndr) e di Arianna Destro (nuovo head of marketing, ndr) nel mio team confermano il fatto che la compagnia ha tutto l’interesse a continuare a crescere nel mercato italiano anche in competenze. L’obiettivo, è evidente, è fare sempre meglio», ha detto Willcock.

In merito al processo di semplificazione e di razionalizzaione delle società del gruppo che Aviva ha portato avanti in Italia, il ceo ha affermato che l’operazione ha avuto come «primario obiettivo quello di utilizzare in modo più funzionale il capitale, allocarlo meglio allo scopo di avere un rendimento migliore. Abbiamo anche degli accordi in joint venture con partner che possiedono delle azioni con noi e quelle evidentemente non possono essere mescolate», ha precisato.

E sull’effetto Brexit il ceo ha detto: «Non ci sarà alcuna differenza rispetto al passato, per quanto riguarda l’operatività della compagnia in Italia. Nel nostro business italiano seguiamo le regole dell’authority locale, abbiamo società di diritto italiano e utilizziamo il capitale secondo le regole italiane». Willcock, tuttavia, ha precisato che qualche ragionamento si sta facendo a livello di casa madre: «Il business prevalente della compagnia nasce in Inghilterra e abbiamo avuto come regulator di riferimento quello britannico. L’idea è che in prospettiva, visti gli effetti della Brexit, dovremmo cercare di portare l’attenzione a livello di regulator di riferimento in altri paesi che continuano ad appartenere all’Unione Europea e la scelta potrebbe ricadere sulla Francia e, perché no, anche sull’Italia».

Fabio Sgroi

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