La società di consulenza è convinta fermamente che la distribuzione assicurativa “fisica” non sarà cancellata, “ma certo evolverà”. E Rossella Vignoletti, digital strategic consultant della società, spiega come…
Ha fatto molto discutere quanto pubblicato nei giorni scorsi dal Financial Times in merito alle professioni che, a causa della evoluzione della tecnologia, sono destinate a scomparire da qui ai prossimi 20 anni. Fra queste ci sono i venditori di polizze Rc. In sostanza, secondo il giornale, l’avvento delle auto senza conducente faranno di fatto sparire gli incidenti stradali e ciò renderà inutili gli assicuratori di veicoli a motore.
Quella del Financial Times, in realtà, è solo una delle visioni catastrofiche che di tanto in tanto qualcuno tira fuori e che vanno a discapito degli assicuratori “fisici”. E spesso la motivazione principale è l’evoluzione della tecnologia.
«L’innovazione tecnologica di per sé tende a includere e non a escludere. Lo abbiamo visto negli ultimi 30 anni con i computer e con i telefonini. Il nostro punto di vista è che resterà ‘tagliata fuori’ solo quella percentuale di rete che si rifiuterà in maniera ostinata, integralista potremmo dire, di accogliere quegli aspetti della tecnologia che facilitano il lavoro e la relazione con il cliente». E’ questa l’opinione di Rossella Vignoletti (nella foto a sinistra), digital strategic consultant di Macros Consulting, società di consulenza presieduta da Angelo Scarioni specializzata nella progettazione e sviluppo di ecosistemi digitali, modelli di distribuzione e ricerca e analisi integrate e che studia anche il trend della distribuzione assicurativa.
Con tuttointermediari.it Vignoletti entra nel merito: «Con questo non si intendono, per esempio, utilizzi avanzati dei social network o competenze che permettano di modificare/sviluppare tool, ma tutti quegli aspetti che ci accompagnano e rendono più facile il day by day: la possibilità di scansire un documento in mobilità così come l’utilizzo delle piattaforme messe a disposizione dalle compagnie, la conoscenza dei siti dove reperire le informazioni così come l’uso della firma grafometrica. Tutti aspetti senza i quali è difficile immaginare un futuro prolifico ma che possono essere assimilati con pratica e buona volontà, anche da chi è stato abituato a lavorare con modalità diverse».
Macros Consulting (nella foto sopra, la sede di Milano) ne è convinta fermamente: la distribuzione assicurativa “fisica” «non sarà cancellata, ma certo evolverà. Dovrà evolvere. Nel modus operandi, come abbiamo visto in precedenza e nella specializzazione. Se, come testimoniano molte ricerche, a fronte di un rischio basso si ha una standardizzazione, man mano che il rischio patrimonio-persona aumenta, l’assicurato cerca soprattutto il rapporto personale con l’intermediario fisico. E ciò è vero in particolare nell’attività di post vendita. Andare a soddisfare le esigenze del cliente con i call center, con siti web che operano sulla base di “sofisticati algoritmi” o con un’App (per quanto tecnologicamente perfetta) resta una strada molto accidentata. E non abbiamo ancora visto esperienze di questo tipo, anche a livello europeo, che abbiano dato una risposta significativa», afferma Vignoletti. «Come vediamo l’intermediario del futuro? Tecnicamente preparato, mentalmente aperto e fortemente specializzato in tematiche che siano di vero supporto e consulenza per il cliente».
Fabio Sgroi
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