lunedì 20 Aprile 2026

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IL RISARCIMENTO DEI DANNI ALLA PERSONA: I NUMERI DELL’ANIA

Nel 2014 (Rc auto) le lesioni per invalidità permanenti lievi hanno dato luogo a un risarcimento per 2,5 miliardi, mentre quelle gravi hanno generato un esborso complessivo pari a circa 5 miliardi (il 44,8% del totale costo sinistri).

 

Colpo di frusta collare 1Nel ramo Rc auto, il costo totale dei risarcimenti (danni a cose e alle persone) per i sinistri accaduti nel 2014 è stato pari a 11,2 miliardi; di questi oltre i due terzi (pari a 7,5 miliardi) sono relativi a danni fisici.

Per quanto riguarda il risarcimento per il danno alla persona, nel 2014 le lesioni per invalidità permanenti lievi, comprese tra 1 e 9 punti percentuali, hanno dato luogo a un risarcimento per 2,5 miliardi (il 22,2% del totale costo sinistri); le lesioni gravi, con oltre 9 punti di invalidità permanente e i sinistri mortali, hanno generato un esborso complessivo pari a circa 5 miliardi (il 44,8% del totale costo sinistri). I dati sono dell’Ania.

In termini di numero di sinistri, sempre nel 2014 la percentuale di quelli che presentavano almeno un danno alla persona era pari a 18,5%, in lieve diminuzione rispetto al 19% del 2013. Dopo aver raggiunto il valore massimo nel 2010, nel 2011 si è registrata per la prima volta una lieve inversione di tendenza, riduzione proseguita poi in modo più significativo nel 2012 e nel 2013. Ha contribuito a questo miglioramento principalmente il contenimento delle lesioni lievi, soprattutto di quelle comprese fra 1 e 3 punti di invalidità permanente.

L’Ania ha anche analizzato l’evoluzione che le diverse componenti del danno alla persona hanno avuto nel tempo, valutandone anche l’impatto sul fabbisogno tariffario complessivo del ramo Rc auto.

Lesioni lievi per invalidità permanente comprese tra 1 e 9 punti. È proseguita anche nel 2014, pur se in misura più contenuta rispetto al 2013, l’effetto del decreto “liberalizzazioni” diretto a contrastare le speculazioni sulle microlesioni e, in particolare sui cosiddetti “colpi di frusta”, che ha modificato i presupposti per ottenere il risarcimento del danno da microlesione. La riduzione maggiore della frequenza dei sinistri con danni lievi alla persona (calcolata come rapporto tra il numero dei danni che presentano una lesione alla persona fra 1 e 9 punti di invalidità permanente e il totale dei rischi assicurati) si è registrata negli anni 2012 e 2013 (dall’1,4% del 2011 all’1,02% del 2013, con una riduzione del 27%). Nel 2014 le politiche liquidative hanno già scontato le nuove norme entrate in vigore nel 2012 e la diminuzione osservata nell’ultimo anno (la frequenza relativa a questi sinistri è scesa del 5,4% ed è pari a 0,961%), oltre che per effetto della riduzione generale della frequenza sinistri (-3%), secondo l’Ania potrebbe essere in parte dovuta a un maggior numero di accertamenti che le compagnie hanno messo in atto verso i sinistri a rischio di frode.

Lesioni gravi per invalidità permanente superiori a 9 punti e danni mortali. Non si osserva lo stesso andamento per i danni a persona più gravi (quelli oltre i 9 punti di invalidità e per le morti), per i quali non si applica la nuova normativa. Dal 2009 al 2014 il valore della frequenza per questi sinistri è diminuito (-24%) ma, fa notare l’Ania, addirittura a un tasso inferiore rispetto al calo della frequenza sinistri totale (-29%) e, comunque, la diminuzione è stata di molto inferiore a quella dei sinistri fino a 9 punti di invalidità permanente (-41%).

Per quanto concerne invece il costo medio dei sinistri oltre i 9 punti di invalidità, che includono anche i danni risarciti per eventi mortali, il valore è costantemente aumentato negli anni; se mediamente questi sinistri venivano risarciti con importi di circa 155 mila euro nel 2009, il valore è salito a quasi 200 mila euro a fine 2013, per arrivare a 210 mila euro nel 2014.

Fabio Sgroi

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